Davide Sapienza: A Chiaravalle. L’invisibile canto del silenzio


. Nel 2010 Davide Sapienza e il fotografo Andrea Aschedamini soggiornarono, ospiti dei frati cistercensi, al Monastero di Santa Maria di Chiaravalle, fondato nel 1135 da San Bernardino di Clairvaux. Da quell’esperienza nacque L’invisibile canto del silenzio, composta dal dialogo di poesie autografe di Sapienza con le immagini in b/n di Aschedamini, edito da EDUCATT per

Michele Crescenzo: La Milano di Ernest Hemingway. L’ultima notte in città del tenente Frederic Henry


La Milano di Ernest Hemingway è quella dei vini bianchi ghiacciati e dei martini lisci, delle code alla scala, dei lampadari di cristallo e specchi altissimi del Cova. È quella dei militari in licenza che vogliono solo divertirsi e dimenticare gli orrori del fronte. È la Milano del 1918 con carrozze, tram, persone che fumano

Jacqueline Ceresoli: Nel mezzo del cammino tra “Percorsi” di Angelo Caruso e “Tracce slegate” di Salvatore Iaia


  Nel mezzo del cammino verso l’Anfiteatro della Martesana dove incontreremo “Percorsi” di Angelo Caruso e “Tracce slegate” di Salvatore Iaia. Camminando scopriremo il legame tra noi e la città per ristabilire relazioni con paesaggi insoliti. Ci avventuriamo lungo il Naviglio della Martesana alla ricerca di sonorità sottese e intrecci tra arte e musica fino

Marco Ardemagni: Angela ed Emma nel 1888. La storia di Milano nelle pagine di due diari


Il ritrovamento dei diari di due ragazze milanesi ci dà la possibilità di vivere la Milano di fine Ottocento. Angioletta, la figlia del farmacista di via Torino ed Emma, sua cugina, figlia del commissario prefettizio di via Ciovassino. Introversa e studiosa la prima, più avvezza all’uso di mondo la seconda che avrà anche amici illustri.

Stefano Paolo Giussani: Milano 1943, the day after. La città sotto le bombe


  Durante il secondo conflitto mondiale, Milano è stata una delle città più bombardate d’Italia. Ultima roccaforte nazifascista, al centro del sistema industriale nazionale e punto nevralgico delle reti stradali e ferroviarie di regime, il capoluogo lombardo era il bersaglio perfetto per le flotte di aerei alleati che dovevano spezzare il nemico. Per questo motivo,