Luca Crovi: S.T.R.AM.I.L.A.N.O. Dalla bomba di piazza Giulio Cesare alla casa del commissario De Vincenzi


S.T.R.AM.I.L.A.N.O: potremmo dare il titolo di questa canzone del 1928 (composta da Vittorio Mascheroni su testo di Luciano Ramo) che ha poi dato il titolo alla più popolare delle corse meneghine alla nostra passeggiata del 30 marzo in compagnia dello scrittore e critico Luca Crovi. Quella canzone venne portata al successo da Crivel e nel tempo diventerà un grande successo di Milly e racconta come la città di Milano sul finire degli anni venti stesse cambiando la sua identità. Era la città del primo acquario d’Italia, del primo planetario, quella dei tram e delle grandi luminarie in piazza Duomo, delle grandi mostre d’arte, della pubblicità, dei grandi caffè in galleria, delle case editrici, dei futuristi e dei pittori d’avanguardia, quella dei fumetti e dei Gialli Mondadori e quella in cui le mongolfiere decollavano ancora dall’Arena Civica (ma anche dalal fiera Campionaria) e dove il tiro al piccione per un po’ sostituì le gondolate alla veneziana e dove si cominciarono a correre maratone ma si organizzarono anche le prime grandi partite di calcio. L’Inter-Ambrosiana in quegli anni vide entrare nelle sue fila il grande Giuseppe Meazza che porterà qualche tempo dopo a vincere i mondiali. Da Baggio decollavano i dirigibili e all’Idroscalo atterravano gli idrovolanti. In questa Milano speciale ci guiderà Luca Crovi mostrandoci luoghi che di quegli anni rappresentano lo spirito. la Villa Romeo Faccaroni ora trasformata in Clinica Columbus con le sue statue proibite, la Casa di Riposo per musicisti Giuseppe Verdi con la tomba di Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi, la piazza Giulio Cesare con la Fontana delle Quattro Stagioni che dava sulla grande fiera campionaria e che fu luogo di uno dei più terribili attentati dinamitardi avvenuti a Milano, la Caserma Mario Pagano dove alloggiava la milizia fascista, via Massena con le case del commissario Carlo De Vincenzi e dell’architetto Gio Ponti, il Ponte delle Sirenette spostato per la chiusura fascista dei Navigli e la Torre Branca che guardava sulla città. Luoghi che sono protagonisti del romanzo L’ombra del campione (Rizzoli) che racconta una Milano davvero speciale allargata e modificata in quegli anni come spiegava la canzone:

Ogni giorno Milan esce fuori di man

Crescendo va diventa ‘sta città

Slarga fuori di qua sbatti fuori di là

Ti tiran su ti sfondan giù Milan

Stramilano

  • Casa di riposo musicisti Giuseppe Verdi piazza Buonarroti
  • clinica Columbus (ex villa romeo faccioni)
  • piazzale Giulio Cesare (fontana delle quattro stagioni)
  • Caserma Mario Pagano
  • Via massena (villa di Gio Ponti e casa del Commissario De Vincenzi)
  • Parco Sempione (ponte delle sirenette e torre branca)

Appuntamento

Sabato 30 Marzo

ore 10.30

Ingresso Casa di Riposo Musicisti Giuseppe Verdi – Piazza Buonarroti, 29

MM 1 – Buonarroti

7 euro

Info/prenotazioni: info@passeggiatedautore.it – 3392220777

L’Autore

LUCA CROVI, redattore alla Sergio Bonelli Editore, dove cura attualmente le serie del commissario Ricciardi e di Deadwood Dick. Ha collaborato con diversi quotidiani e periodici tra cui “il Giornale”, e realizzato la monografia Tutti i colori del giallo (2002), divenuta nel 2003 trasmissione radiofonica su Radio2. Ha sceneggiato storie a fumetti da testi di Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Andrea G. Pinketts e Joe R. Lansdale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Noir. Istruzioni per l’uso (2013) e Giallo di rigore (2016). L’ombra del campione è il suo primo romanzo.


Il Libro

L’ombra del campione (Rizzoli)

C’era una volta la Milano della ligéra, la città popolata dai contrabbandieri, dai maestri del borseggio e dagli artisti dello scasso: balordi intenti in malefatte più che in misfatti, persi nell’eterno “guardie e ladri” con i “ghisa” e la “madama”. Corre l’anno 1928 e da Roma Benito Mussolini, duce del fascismo, dichiara guerra ai duri meneghini. Intanto, nella regia questura in piazza San Fedele è di stanza un poliziotto che legge Platone e va pazzo per la cassoeula. Lo chiamano il “poeta del crimine”. Nelle spire della scighera, la spessa bruma che punge i visi e gela i cuori, torna il commissario Carlo De Vincenzi, già protagonista dei gialli di culto firmati, a cavallo tra i Trenta e i Quaranta, dallo scrittore Augusto De Angelis. Al poliziotto tocca fare i conti con l’anima più profonda della Capitale morale: quella che trema ai boati di bombe attribuite agli anarchici e sogna dietro alle magie del suo Peppìn, l’eroe dell’Ambrosiana, registrato all’anagrafe col nome di Meazza Giuseppe. Sarà il commissario a svelare i misteri che aleggiano intorno alla vita del campione, mentre dovrà vedersela con i piccoli, grandi enigmi di una malavita stracotta come la busecca e romantica come un riflesso al tramonto sull’acqua dei Navigli.

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