Marco Philopat: Nella tana del drago. Passeggiata sociale nel quartiere Giambellino


Una camminata che toccherà i punti nevralgici della storia del Giambellino, un quartiere costruito tra gli anni venti e trenta del secolo scorso su un terreno agricolo molto fertile. Il rapido insediamento di fabbriche e interi isolati di case popolari lo ha reso un laboratorio sociale e politico a cielo aperto che ha saputo anticipare le trasformazioni urbane e storiche dell resto delle periferie milanesi del quartiere.

Nella tana del drago è il titolo di questa camminata che si ispira alla famosa canzone di Giorgio Gaber. La tana come luogo accogliente, contrapposto al drago simbolico delle tante anomalie sperimentate nella zona. Il drago Vallanzasca e quello della conflittualità operaia nel dopoguerra, della contestazione ecclesiale e della rottura con il Pci negli anni sessanta. La costruzione della scuola Rinascita e la fondazione del nucleo storico delle Brigate Rosse. La sconfitta dei movimenti e la chiusura delle fabbriche. L’eroina negli anni ottanta con uno dei mercati dello spaccio più grandi d’Italia. L’Aids e la comparsa delle infinite solitudini degli anni novanta. Infine l’arrivo dei migranti che, insieme alle decine di associazioni attive sul territorio, stanno sperimentando un nuove forme di convivenza e coesione sociale.

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APPUNTAMENTO

Sabato 2 ottobre

ore 10.30

Piazza Napoli – davanti al cinema Ducale

Info/prenotazioni: info@passeggiatedautore.it – 3392220777

L’AUTORE

Marco Philopat è agitatore culturale, scrittore ed editore. Ha fondato due case editrici (ShaKe e Agenzia X) e pubblicato molti libri, ta gli altri: Costretti a sanguinare, La banda Bellini, I viaggi di Mel, Lumi di punk, Roma k.o., Rumble bee e I pirati dei Navigli.

IL LIBRO

Nella tana del drago. Anomalie narrative dal Giambellino

Il Giambellino è un quartiere periferico di Milano costruito tra gli anni venti e trenta del secolo scorso su un terreno agricolo molto fertile. Il rapido insediamento di fabbriche e interi isolati di case popolari lo ha reso un laboratorio sociale e politico a cielo aperto che ha saputo anticipare le trasformazioni urbane e storiche della città. Il suo nome era Cerutti Gino, ma lo chiamavan Drago. La famosa canzone che Giorgio Gaber dedicò alla piccola malavita del Giambellino è lo spunto per un progetto che raccoglie le testimonianze, elaborate in forma narrativa, degli abitanti del quartiere di ogni età.

Nella tana del drago. La tana come luogo accogliente, contrapposto al drago simbolico delle tante anomalie sperimentate nella zona. Il drago Vallanzasca e quello della conflittualità operaia nel dopoguerra, della contestazione ecclesiale e della rottura con il Pci negli anni sessanta. La costruzione della scuola Rinascita e la fondazione del nucleo storico delle Brigate Rosse. La sconfitta dei movimenti e la chiusura delle fabbriche. L’eroina negli anni ottanta con uno dei mercati dello spaccio più grandi d’Italia. L’Aids e la comparsa delle infinite solitudini degli anni novanta. Infine l’arrivo dei migranti che, insieme alle decine di associazioni attive sul territorio, stanno forse sperimentando un nuovo drago, quello di emergenti pratiche e poetiche di coesione sociale.

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